cbd ed il cuore
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Il CBD come trattamento per il sistema cardiovascolare

In questo articolo, vorremmo discutere i diversi benefici che il CBD, acronimo di cannabidiolo, può offrire al sistema cardiovascolare. Quando facciamo riferimento al CBD, parliamo del cannabinoide principale della cannabis, un componente che può essere trovato negli estratti con una percentuale anche del 40%.

La funzione del sistema cardiovascolare

Il sistema cardiovascolare è composto dal cuore, da una rete di vasi sanguigni e dal sangue. Il sistema cardiovascolare permette la corretta circolazione del sangue in ogni parte del corpo. Pertanto, il sistema cardiovascolare, insieme al sistema vascolare linfatico, è parte del sistema circolatorio.

Guardando un po’ più in profondità, scopriamo che il sistema cardiovascolare supporta anche altre importanti funzioni, come il controllo ormonale, la riproduzione (in termini di mantenimento dell’erezione), la regolazione della temperatura corporea, l’espulsione vitale di sali e sostanze attraverso il filtraggio dei reni, il trasporto di anticorpi e delle cellule immunitarie per proteggerci dagli agenti patogeni.

Malattie cardiache più comuni

Tenendo conto del ruolo assolutamente vitale del nostro cuore, non sorprende che le complicazioni ad esso associate siano attualmente la principale causa di morte per malattia. In Spagna, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità con il 26,66% dei casi, come si evince dal rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE) del 2014. Questa è una causa di morte superiore a quella del cancro (27,86%) e a quelle legate all’apparato respiratorio (11,08%).

Il rapido aumento dei problemi cardiaci è strettamente legato alle cattive abitudini alimentari. È chiaro che lo stile di vita sedentario, lo stress, il fumo o una dieta inappropriata, sono le cause più comuni di problemi di salute e devono essere combattute attivamente.

Ecco una panoramica delle cinque malattie cardiache che hanno una maggiore rilevanza al giorno d’oggi:

Il flusso sanguigno verso il cuore è diminuito o completamente bloccato. Questo porta al deterioramento e alla morte del mioacrdio. Difficoltà di respirazione, vertigini e pressione al torace sono i suoi sintomi principali.
Insufficienza cardiaca: si verifica quando il cuore non ha più la capacità di pompare abbastanza sangue e mantenere un sufficiente flusso di sangue nel corpo. Per evitare questo, sarà essenziale monitorare, tra le altre cause, l’ipertensione, il diabete o le malattie coronariche.
Angina o dolore toracico: questa condizione si verifica quando non c’è abbastanza sangue nel muscolo cardiaco a causa di un’ostruzione nelle arterie coronariche. Il sintomo principale è la forte pressione al petto.
È il risultato dell’indebolimento e dell’infiammazione delle pareti arteriose di una parte specifica del corpo. Si tenga presente che, in molti casi, questa infiammazione è asintomatica, per cui è indispensabile effettuare controlli di routine.
Questa condizione è associata a un battito cardiaco irregolare. Quando questo battito cardiaco è rallentato si parla di bradicardia; quando si tratta di un battito accelerato ci si riferisce ad esso come tachicardia. Inoltre, possono verificarsi aritmie intermittenti che causano sintomi come pallore, vertigini o asfissia.

Impatto del CBD sul sistema cardiovascolare: benefici e possibili rischi

Dopo una rapida panoramica sul sistema cardiovascolare, possiamo ora concentrarci sul nostro argomento principale, vale a dire il CBD.

A differenza del THC (tetraidrocannabinolo), il CBD non ha alcun effetto psicotropo (cioè non provoca vertigini o euforia), consentendo un diverso uso in applicazioni mediche, per esempio, nei casi di schizofrenia, epilessia, ansia o sclerosi multipla. Il suo effetto è sedativo ed antinfiammatorio nella maggior parte delle casistiche, infatti va ad inibire il flusso dei segnali nervosi del dolore. Allo stesso modo, in uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics nel 2007, si è concluso che il CBD può indurre la morte cellulare programmata, rallentando significativamente lo sviluppo del cancro al seno1.

L’elenco delle applicazioni mediche del CBD è andato aumentando nel tempo e gli scienziati hanno iniziato a esaminare l’associazione tra il composto e i suoi benefici nel nostro sistema cardiovascolare. Così, nel 2012, sul British Journal of Clinical Pharmacology, è stato pubblicato un articolo di tre membri dell’Università di Nottingham, che suggerisce come il CBD possa essere benefico per il sistema cardiovascolare2. Ciò è dovuto all’azione di vasorelasazione del CBD sulle arterie. In questo modo, ad esempio, il CBD agisce come agente protettivo contro i danni vascolari causati dalla presenza di alti valori di glucosio. Gli studi effettuati da questi specialisti convergono sugli effetti antiossidanti e anti-infiammatori del CBD.

La valutazione congiunta dei dati preclinici ottenuti dagli studi sopra citati, supporta il ruolo benefico del CBD nel trattamento delle malattie cardiache e anche nella vascolarizzazione periferica e cerebrale. Tuttavia, essi sottolineano che “sono necessari un maggiori studi per rafforzare questa ipotesi”. Ma, al giorno d’oggi, l’ipotesi è piuttosto solida.

La ricerca

É un dato il fatto che, nella maggior parte dei casi, i problemi cardiovascolari sono causati da un qualche tipo di infiammazione. Diversi studi sul campo negli ultimi anni hanno potuto dimostrare come il CBD abbia grandi proprietà antinfiammatorie, risulta infatti capace di agire come anitinfiammatorio sui tessuti del sistema cardiovascolare.

Questo è dimostrato, ad esempio, dello studio realizzato nel 2016 da un team internazionale di ricercatori3. I test effettuati sui topi hanno dimostrato la riduzione dell’infiammazione dei tessuti cardiovascolari attraverso il trattamento persistente del CBD. In questo modo, il rischio di esacerbazione dell’insufficienza cardiaca è stato ridotto e, a sua volta, il recupero dello stato originario è risultato essere facilitato. In sintesi, questa ricerca internazionale, ha confermato che il CBD può contribuire a migliorare la miocardite, cioè l’infiammazione del muscolo cardiaco.

In effetti, un anno prima, nel 2015, i ricercatori cinesi avevano già dimostrato, dopo diversi test sui conigli, come il cannabidiolo avesse un effetto positivo sul recupero dall’infarto cardiaco4. I conigli a cui era stato somministrato il CBD dopo aver subito un attacco di cuore sono tornati alla normalità molto più velocemente di quelli a cui era stato semplicemente somministrato il placebo.

Parlando ora dei rischi associati all’uso del CBD, non abbiamo quasi nulla da esporre. Finché viene preso con cautela, il CBD è generalmente ben tollerato da tutti, come riportato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità5 tuttavia potrebbe interagire con i farmaci.

Attenzione

Se prendete già da tempo farmaci per il cuore, sappiate che il CBD potrebbe interferire o ridurre l’efficacia del farmaco. Si prega di consultare un medico prima di assumere il CBD.

Articolo correlato: Interazioni tra CBD e farmaci

Come consumare CBD

Ci sono tre modi principali per prendere il cannabidiolo:

  • Per inalazione: in questo caso è richiesto l’uso di un vaporizzatore. Ha il vantaggio che l’effetto è più veloce, anche se tende a scomparire presto. D’altra parte, ci sono studi che dubitano della sua sicurezza dell’assunzione a livello polmonare.
  • In aggiunta a cibi o bevande: in questo caso, il cannabidiolo sarà aggiunto ad alcuni alimenti, come biscotti, guacamole o anche bevande. L’effetto, quindi, sarà più lento, ma l’effetto durerà di più.
  • Sublinguale: basta mettere le gocce di olio CBD sotto la lingua. Questo è il modo maggiormanete consigliato e più efficace.

Per imparare a dosare correttamente il CBD, leggere il nostro post sul dosaggio.

Infine, precisiamo che i prodotti a base di CBD, capaci di proteggere il nostro sistema cardiovascolare, sono quelli ad alto contenuto di CBD e a basso contenuto di THC. A questo proposito, ci sono molti esperti che raccomandano l’olio di CBD o le capsule di CBD..

Riferimenti

  1. Caffarel MM, Andradas C, Mira E, Pérez-Gómez E, Cerutti C, Moreno-Bueno G, Flores JM, García-Real I, Palacios J, Mañes S, Guzmán M und Sánchez C. “Cannabinoidi riducono la progressione del cancro al seno guidata da ErbB2 attraverso l’inibizione Akt”. PubMed Mol Cancer. (2010) []
  2. Stanley CP, Hind WH und O’Sullivan SE. “Il sistema cardiovascolare è un obiettivo terapeutico per il cannabidiolo? PubMed Br J Clin Pharmacol. (2013) []
  3. Caffarel MM, Andradas C, Mira E, Pérez-Gómez E, Cerutti C, Moreno-Bueno G, Flores JM, García-Real I, Palacios J, Mañes S, Guzmán M und Sánchez C. “Cannabinoidi riducono la progressione del cancro al seno guidata da ErbB2 attraverso l’inibizione Akt”. PubMed Mol Cancer. (2010) []
  4. Feng, Yuanbo MD, PhD*,†; Chen, Feng MD, PhD*,‡; Yin, Ting MSc*; Xia, Qian MD, PhD*,§; Liu, Yewei MSc*,§; Huang, Gang MD, PhD§; Zhang, Jian PhD; Oyen, Raymond MD, PhD*; Ni, Yicheng MD, PhD*,† “Pharmacologic Effects of Cannabidiol on Acute Reperfused Myocardial Infarction in Rabbits: Valutato con risonanza magnetica cardiaca 3.0T e istopatologia” Journal of Cardiovascular Pharmacology (2015) []
  5. Comitato di esperti sulla tossicodipendenza (2017). CANNABIDIOL (CBD) Rapporto Pre-Review. [online] Organizzazione Mondiale della Sanità. []

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